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Coltivare i datteri: facili da curare, buoni da mangiare

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Per coltivare i datteri devi naturalmente partire dalla pianta: la palma da datteri.

Non solo potrai mangiare le sue bacche, ma questa pianta è spesso coltivata anche come pianta ornamentale, vista la sua imponenza e altezza. Per tua fortuna, inoltre, è una pianta semplice da coltivare e non eccessivamente esigente per quanto riguarda le cure colturali che dovrai prestarle.

In questo articolo ti spiegheremo tutto quello che c’è da sapere sulle sue caratteristiche e sulla sua coltivazione.

Pronti? Via!

Palma da datteri: caratteristiche

La palma da datteri, appartenente alla famiglia delle Arecaceae, è una pianta di antichissima coltivazione: pensa che nel 4000 a.C. era già coltivata a Babilonia.

Le sue aree di coltivazione odierne sono situate soprattutto nel Maghreb, in Arabia, in Egitto, nelle Canarie, in alcune zone meridionali degli Stati Uniti e nel Golfo Persico. Per quanto riguarda l’Italia, la palma da datteri è coltivata in Sicilia, specialmente a Palermo. Tuttavia, non è sfruttata o coltivata per scopi commerciali a causa del punteruolo rosso, parassita che infesta diverse specie di palme.

Il tronco di questa palma ha un’altezza media che si attesta sui 15m, ma in certe condizioni può arrivare persino ai 30m di altezza. La corteccia è caratterizzata da una struttura molto ruvida, causata dalla presenza dei resti delle foglie cadute durante la sua crescita.

Le foglie, di colore verde-grigio, sono rigide e pennate, ovvero con foglioline disposte a destra e a sinistra rispetto all’asse centrale. Oltre a un picciolo spinoso, sono presenti delle foglioline lineari e acuminate nella parte inferiore; queste sono lunghe 30cm e larghe 2cm. Il diametro della chioma può raggiungere i 10m.

La palma da datteri è una pianta dioica, ovvero ci sono degli alberi maschili e degli alberi femminili; entrambi hanno dei fiori chiari raggruppati in infiorescenza a forma di grappolo, dal diametro di 5cm e dal peso di quasi 25kg. L’impollinazione avviene grazie al vento o agli insetti, ma nelle piante coltivate per scopi commerciali si procede artificialmente.

Esistono diverse varietà di questa palma, ma possiamo agevolmente raggrupparle in tre gruppi:

  • a frutto morbido, molto esigenti dal punto di vista ambientale, i cui frutti, grandi, teneri e pregiati, vengono consumati freschi e hanno un costo molto elevato
  • a frutto semimorbido o semiduro, i cui frutti vengono essiccati per aiutarne la conservazione e la cui coltivazione e vendita rimane all’interno di costi intermedi
  • a frutto duro, dall’alta produttività e resistenti alle condizioni ambientali più ostili; tuttavia, in quanto datteri poco pregiati, vengono utilizzati per le farine alimentari o per l’alimentazione del bestiame
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Dattero: cos’è

Il dattero, innanzitutto, è il frutto commestibile prodotto dalla palma da datteri, ma a livello botanico è una bacca.

Di forma cilindrica, il dattero è lungo mediamente 5cm e largo 3cm. Il suo interno è carnoso e caratterizzato da una polpa zuccherina e molto energetica. Il nucleo, o seme, interno ha una forma allungata segnata da un solco longitudinale. Questo seme è lungo 2mm e spesso 7mm.

Una volta che il dattero ha raggiunto la maturità, caratterizzata da una colorazione del frutto molto scura, è piuttosto fragile da trasportare. Per questa ragione viene spesso essiccato e passa dal contenere il 70% di acqua ad averne appena il 20%.

Queste le cultivar più diffuse:

  • ameri
  • deri
  • halawi
  • hiann
  • da amido, ovvero la varietà da cui si ricava il pane del deserto, cibo fondamentale nell’alimentazione dei beduini

Ma entriamo ora nel vivo della coltivazione della palma da dattero.

Palma da dattero: clima, terreno e impollinazione

La palma da dattero necessita di climi temperati e subtropicali. Tuttavia, sono in grado di resistere sia in ambienti caratterizzati da una forte siccità, sia a temperature che scendono ai -5°C.

Il clima ideale per coltivare i datteri eavere una palma da dattero davvero produttiva, comunque, presenta le seguenti caratteristiche:

  • temperature comprese tra i 30°C e i 40°C
  • un basso tasso di umidità

Per quanto riguarda invece il terreno, la palma da dattero non è estremamente esigente: si adatta bene a ogni terreno, purché fertile e drenante (leggi qui come evitare il ristagno idrico). Necessità inoltre di un’esposizione in pieno sole. Le varietà di palme a frutto duro, viste precedentemente, si adattano bene anche ai terreni molto poveri.

L’impollinazione è un passaggio fondamentale nella coltivazione di questa pianta. Può essere di tre tipi diversi:

  • entomofila, per mezzo di insetti
  • anemofila, per mezzo del vento
  • artificiale, usata nelle coltivazioni a uso commerciale, con un rapporto di piante maschili e femminili di 1:50

Palma da datteri: tecniche di coltivazione

Ci sono due tecniche di coltivazione della palma da datteri.

La prima è la propagazione mediante polloni:

  • il pollone è un ramo che si sviluppa sul tronco, ai piedi dell’albero o dalla radice stessa
  • rimuovi dunque il pollone nato dalla pianta madre
  • mettilo a dimora in piena terra dopo un anno
  • dovrai aspettare almeno sei anni per avere la prima produzione di frutti

La seconda è la semina:

  • i semi più indicati per questa operazioni sono quelli dei datteri Robelen
  • rimuovi la polpa dai datteri essiccati
  • sciacqua i semi e immergili nell’acqua per qualche giorni
  • ricorda di cambiare l’acqua ogni dieci ore
  • asciugali e conservali in casa avvolti nella carta
  • tra il mese di febbraio e quello di marzo potrai piantare i semi a una profondità di 4cm dentro un vasetto
  • all’interno del vaso dovrà esserci del terriccio mischiato a torba e sabbia, con cui dovrete anche ricoprire i semi
  • irriga con acqua a temperatura ambiente, posiziona il vaso in un luogo soleggiato con temperature stabili attorno ai 12°C e avendo cura di mantenere il terreno umido
  • dopo due mesi circa, i semi avranno iniziato la germinazione e dovrai sistemare le diverse piantine in singoli vasetti
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Coltivare i datteri: cure colturali della palma

In Italia coltivare i datteri e la palma in piena terra è decisamente complicato a causa delle basse temperature raggiunte soprattutto nei mesi invernali. Per questo, potrebbe essere preferibile coltivare i datteri in vaso e come pianta d’appartamento. In questo caso, dovrai avere i seguenti accorgimenti:

  • dalla primavera all’autunno posiziona il vaso all’aperto e innaffia abbondantemente
  • se durante l’estate le foglie dovessero ingiallire, sposta la tua palma in un punto più riparato dal sole
  • durante i mesi invernali, porta la palma da datteri dentro casa: sistemala in una zona illuminata, lontana da fonti di calore e dove la temperatura minima non scenda mai sotto gli 8°C
  • in primavera sostituisci il terreno superficiale
  • rinvasa la tua palma ogni tre anni usando nuovo terriccio

Per quanto riguarda le concimazioni, dovrai occupartene settimanalmente dalla primavera all’autunno e mensilmente durante l’inverno.

L’irrigazione deve essere abbondante in primavera e in estate: la palma da datteri ha bisogno di essere innaffiata tre volte a settimana. In inverno, invece, potrai scendere a una sola innaffiatura a settimana.

La potatura è fondamentale soprattutto per cercare di contrastare il terribile punteruolo rosso, parassita che attacca le palme e le porta rapidamente alla morte. Elimina dunque immediatamente le parti malate della tua pianta e taglia con costanza le foglie ormai vecchie.

La raccolta dei datteri avviene tagliando l’intero grappolo. Anche in questo caso, tratta subito la pianta con degli antiparassitari per proteggerla al meglio.

 

Ora sei pronto per provare a coltivare questa pianta esotica e per goderti i suoi frutti così particolari e amati.

Buon divertimento!

 

 

 

 

 

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